Il rinascimento italiano

Ci sono vari modi per descrivere i cicli economici, che oscillano tra espansione e contrazione. Tra quelli più noti per esempio abbiamo: a forma di U, recessione, breve ristagno e poi recupero veloce, o a forma di V, quando la recessione è seguita da un forte recupero.

Ci sono anche le forme a W quando dopo una crisi ed un recupero apparente c’è una doppia caduta. Nessuna di queste lettere vale per l’Italia in questa congiuntura. Al contrario il ciclo che attraversa somiglia più a una “vasca da bagno”.

L’arrivo della legislatura Napolitano-Letta potrebbe finalmente significare una risalita alle “sponde” della vasca. Questo governo giovane di grande coalizione potrebbe realizzare quello che Monti non ha potuto completare ovvero serie riforme dei mercati del lavoro accoppiate con una forte riduzione delle tasse. La chiave sarebbe convincere la Germania e l’Europa che un allentamento della regola d’oro del 3%,  è un prerequisito per il ritorno alla crescita.

Qualora succedesse questo, gli investitori potrebbero iniziare a guardare in modo più serio alle opportunità italiane dei settori depressi del credito e dei beni immobili, che stanno ancora beneficiando di tassi storicamente bassi.

E’ l’ora dei giovani!

Forse il Presidente Giorgio Napolitano non vedeva l’ora di diventare senatore a vita per completare la sua lunga carriera politica senza molto stress. Invece, dopo una settima che ha visto le dimissioni di Bersani e del PD, e gli sforzi  inefficaci per trovare un candidato idoneo per sostituire Napolitano, il presidente ha dovuto accettare di essere rieletto teoricamente per un nuovo mandato di 7 anni; ovvero egli avrà 95 anni alla fine del secondo mandato.  Dopo aver assistito alle dimissioni di un Papa dopo 600 anni, gli italiani hanno assistito per la prima volta ad un presidente della repubblica che ottiene un secondo mandato.

Tuttavia, dopo essere stato il primo presidente a essere rieletto per un secondo mandato, Napolitano ha scelto Letta che è il secondo più giovane Primo Ministro nella storia. Letta proviene dall’ala destra del PD e certamente ha un rapporto privilegiato con Berlusconi attraverso suo zio, Gianni Letta.

Molti investitori internazionali si domandano “cosa sta succedendo in Italia? In termini semplici, l’Italia sta assistendo ad una “Italian Spring” (sic). Con un italiano su 4 che ha votato per Grillo, gli italiani hanno mostrato ai politici che sono stufi. Il vecchio equilibrio non funziona più. I partiti politici sono stati completamente screditati e il PD è imploso. Ci sono 2 scenari ora dinanzi all’Italia. Il primo vede Letta aver successo nel mettere in atto riforme dei mercati del lavoro e del sistema elettorale, che permetterà nuove elezioni alla fine dell’anno prossimo. Il secondo vedrebbe il fallimento di Letta che potrebbe cadere sui problemi legali di Berlusconi. Questo sarebbe uno scenario disastroso che giocherebbe a favore di Grillo che ha iniziato a perdere consenso. I prossimi 3 mesi saranno cruciali.

Il pasticcio elettorale di Monti

Monti ha vinto il 20% dei voti dell’altra Italia,  cioè quella degli italiani che vivono all’estero.

Ci sono varie ragioni per le quali un italiano, che vive all’estero, su 5 ha votato Monti mentre il rapporto con chi vive nella Penisola scende a uno su dieci. Si dice che gli italiani all’estero non sono stati colpiti dallo strangolamento fiscale di Monti, non hanno dovuto pagare le tasse sulle loro case, etc.., dunque non hanno avuto nessun problema nel votare per lo statista che Monti è.  Vero, la cura di Monti era buona se non la si doveva ingoiare; ma c’è anche un’altra ragione.

Un famoso politico europeo una volta aveva detto: “Tutti sappiamo quali sono le migliori politiche da realizzare, il problema è che nessuno di noi sa come farsi rieleggere una volta che le realizziamo.”  Sappiamo che una campagna elettorale dopo una forte stretta fiscale non sarebbe stata facile da portare avanti, e Berlusconi, uno dei migliori in fatto di elezioni, lo sapeva molto bene. Egli ha mantenuto un profilo basso fino a quando  non ha deciso di togliere il tappo a Monti e ha iniziato ad attaccarlo aggressivamente..

Il Professore ha risposto che non capiva la logica di Berlusconi, quello che il Professore non  aveva capito era che stava cadendo nell’abile trappola di Berlusconi.  Il Cavaliere sentiva che non doveva “avere una logica” per recuperare le sue sorti, doveva semplicemente fare delle promesse rosee a un paese che soffre di stagnazione da 10 anni, e aumenti di tasse ripetuti.

La stessa strategia è stata adottata con differenti variazioni comiche da Beppe Grillo. Non si può essere in disaccordo quando non si forniscono molti dettagli. Monti ha fatto un altro errore durante la sua campagna elettorale, dopo aver promesso di salire piuttosto che scendere, in politica, è sceso nell’arena degli attacchi personali, un campo da gioco più congeniale a Berlusconi che al Professore…

La rinascita dell’Economia Americana… ma non imitate le politiche europee!

5 anni dopo l’inizio della grande recessione, l’economia americana inizia a mostrare miglioramenti anche nel mercato del lavoro. Gli economisti, quest’anno, prevedono un tasso di crescita del PIL accettabile assieme ad una riduzione del tasso di disoccupazione. Che differenza con l’Europa, dove assisteremo alla terza contrazione in 5 anni, e con il tasso di disoccupazione che continua a peggiorare.

Ci sono varie ragioni perché l’America sta andando meglio dell’Europa. Prima di tutto, le autorità americane hanno ammesso i problemi velocemente e sono stati aggressivi nel risolverli. Inoltre, loro hanno un governo centrale ed una banca centrale che controllano le politiche fiscali e monetarie  e non devono cercare un consenso tra economie che viaggiano a velocità diverse e a volte in direzioni diverse.

In aggiunta, gli USA stanno diventando esportatori d’idrocarburi grazie allo sfruttamento di gas intrappolato nelle rocce scistose. Oggi, i porti e piattaforme americane che erano attrezzate per gassificare il gas importato dall’estero, ora sono usati per liquefare il gas naturale prodotto in America per mercati stranieri dove il prezzo del gas è scambiato a un multiplo dei prezzi del mercato americano. Unica vera nube…la politica, con i vari sequesters, debt ceilings, etc. Speriamo che le politiche americane non imiteranno la disfunzionalità dell’Europa con la lunga e noiosa battaglia sui debt ceilings e vari sequesters.

La reazione dei mercati alle elezioni italiane

Se si pensa che gli italiani hanno votato per dei clowns o no, il risultato elettorale è stato probabilmente lo scenario peggiore per i mercati; ma, come succede di solito, dopo una forte caduta iniziale, i mercati hanno preso i risultati delle elezioni con filosofia. Questo può sembrare strano se si considera che un italiano su quattro ha votato per Grillo, ¼ per Berlusconi, ¼ per Bersani ed il resto per Monti o si è astenuto.

Una spiegazione di questa reazione abbastanza pacata è che la situazione attuale è molto diversa da quella del novembre scorso. Allora, l’Italia aveva bisogno di “sterzare” la nave, di almeno 90 gradi rispetto alla rotta di Berlusconi, e questo richiedeva azione. All’inizio del 2013, la situazione è ben diversa. Il governo Monti ha giustamente diretto la nave che era diritta verso nord, verso acque più calme, fino a quando un nuovo capitano non cambierà direzione, l’Italia sarà su una rotta sicura.

Dato che nessun governo sarà formato da un solo partito, è probabile che ci vorrà del tempo per un nuovo governo e in ogni caso si tratterrà di una coalizione che o includerà Monti o sarà guidata da un tecnocrate come Monti. Ai mercati non dispiace una soluzione del genere, dunque nel 2013, l’inazione potrebbe essere una buona notizia!

Quando con la campagna elettorale si riscrive la storia

La scorsa domenica Silvio Berlusconi è stato invitato all’inaugurazione di un nuovo memoriale alla Stazione Centrale di Milano da dove i treni per Auschwitz partivano pieni di centinaia di ebrei che non sarebbero mai ritornati. Durante la cerimonia Berlusconi ha cercato di distaccare i leader italiani del periodo della seconda guerra mondiale dai crimini di guerra compiuti dai nazisti e sostenuto che a parte le leggi razziali, Mussolini aveva fatto del bene per l’Italia. Ci sono vari problemi con quest’affermazione. Prima di tutto, è vero che Mussolini fece alcune cose buone per l’Italia, infatti, cosi fece anche Hitler per la Germania (facendola emergere dalla depressione iperinflazionistica di Weimar, per esempio) o Stalin per l’USSR, o di fatto ogni dittatore nel suo tempo. Se non avessero fatto niente di buono, non sarebbero durati a lungo. Il secondo problema è che dal punto di vista storico non è corretto dire che Mussolini fu forzato ad adottare le leggi razziste della Germania nazista.  Mussolini lo fece già nel 1938 prima dell’alleanza con Hitler. E per finire, anche se molti italiani pensano che al tempo del Duce, i treni partivano in orario, risulta molto inopportuno lodare Mussolini nel giorno della memoria  mentre si inaugura un monumento in onore dell’Olocausto.

Poiché Berlusconi è un uomo intelligente, dobbiamo pensare che non si sia trattato di una gaffe, ma di un commento pensato e progettato per impressionare l’elettorato di estrema destra, ma facendoli forse perdere una parte del centro benpensante.

Della serie, Ci Risiamo

Sentiremo parlare di Berlusconi molto di più nei prossimi tre mesi. Come abbiamo scritto la settimana scorsa, la vittoria di Bersani sembra abbia spostato le probabilità a favore del Cavaliere per “ritornare in campo” come dice lui. Tutti sono d’accordo che le sue possibilità di vincita sono molto sottili, ma ci saranno molto rumore e molta volatilità tra ora e febbraio-marzo, quando si terranno le elezioni.

E’ ancora probabile che le elezioni non daranno un vincitore definitivo, con il 60% dei voti divisi tra la sinistra, il movimento Grillo e il PDL. L’unico lato negativo nuovo, ulteriormente alle dimissioni di Monti, è il rapporto tra Monti e il PDL. Pensavamo che con la strategia di Berlusconi avremmo visto il PDL proporre Monti versione 2.0 come una soluzione  “super partes” post elezioni inconclusive, ma ora che Monti si è dimesso a causa delle pungenti critiche di Alfano, non è chiaro che il PDL vorrà o sarà capace di fare questo suggerimento in primavera…

Nel frattempo, i mercati saranno nervosi, e qualsiasi sondaggio che mostra il PDL in recupero sarà visto come un rischio per l’UE e la strategia di Draghi. Alla fine, questo potrà rendere le azioni e le obbligazioni italiane, un’opportunità d’acquisto, poiché Berlusconi non potrà vincere, ma ci sarà abbondante volatilità nel durante.

Gli investitori stranieri sarebbero perdonati se si annoiassero della parola B…

La domanda retorica si ripresenta di nuovo: Berlusconi si candiderà di nuovo nonostante avesse promesso che non lo avrebbe fatto, poi ha ammesso che ci stava pensando, poi lo ha negato e poi di nuovo, le voci che forse lo farà? E se lo facesse, perché lo farebbe se la sola incognita sarebbe quanto grande sarà la sconfitta?

La risposta alla prima domanda è che il trionfo di Bersani alle primarie rende più probabile la candidatura di Berlusconi. La risposta alla seconda domanda è sempre la stessa. Berlusconi non ha bisogno di vincere, ha bisogno di rimanere rilevante, per se stesso ma anche per avere qualcosa da scambiare per i suoi problemi legali, ancora irrisolti. Un buon risultato per Berlusconi vedrebbe Grillo e Bersani prendere i voti uno dall’altro e un PDL al terzo posto tra 10-20%. Questo gli permetterebbe di dire: teniamoci Monti per il bene dell’Italia, e a proposito risolviamo i problemi legali.

E’ sorprendente che nonostante questa cacofonia, lo spread Bund/BTP sia intorno ai 300 punti base. Per questo ci possono essere due risposte. La prima è che il mercato vede attraverso lo stratagemma B e al mercato piace l’idea di un Monti Bis. La seconda è che i mercati ora sono invece in altre faccende occupati e non hanno ancora reagito… in questo caso, questo spread potrebbe aver visto i suoi minimi almeno fino alla metà del prossimo anno…

Fondi di Hedge Funds e Consulenti

Quest’anno abbiamo osservato un fenomeno strano ma che sta diventando sempre più comune ovvero quello dei consulenti istituzionali divenuti gerenti dei fondi di hedge funds. Come già affermato da Niki Nataranjan nel suo recente articolo, vedere link (http://t.co/d7g683ei),  per gli investitori diventa sempre più difficile distinguere tra consulenti e gerenti.

Il crunch arriverà in due modi. Prima di tutto, secondo il modello classico di consulenza, la performance era qualcosa da sorvegliare, non da produrre. Le due attività sono piuttosto diverse, e richiedono competenze diverse. Inoltre, non è chiaro come reagiranno questi managers-consulenti se la performance è negativa o relativa negativa.

Licenzieranno se stessi?

1 2 3  Scroll to top